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Sabato 13 marzo 2010
Ci sono giornate in cui è difficile mettere in riga gli eventi e darne una spiegazione logica, perché appunto non esiste una dimensione razionale. Sono le giornate in cui chi è portato a schematizzare e catalogare gli eventi pensando di avere una tipicità per ognun o, è costretto a ricredersi e a pensare al futuro con un’altra ottica, un'altra prospettiva. Potrebbe essere la primavera che tarda o anche qualunque altro piccolo evento piu o meno inconscio a determinare l’assenza della ragione, o forse meglio, il trionfo delle diverse modalità dell’essere a noi sconosciute. Sta di fatto che la realtà non è cosi come abbiamo convintamente pensato fosse. L’Offside di oggi non è pervenuta, semplicemente perché non c’era, nonostante fossero presenti e visibili tutti i giocatori, la panchina, gli allenatori. Ma lo spirito, l’anima di questa squadra, oggi ha apparentemente lasciato spazio alla sua manifestazione piu irrazionale, disordinata e per certi aspetti irritante, per poi apparire consolatrice nelle facce tristi e silenziose degli uomini sconfitti. Una sconfitta larga e pesante che non permette alcuna considerazione tecnica, e lascia il sapore della delusione e un po dello sbandamento. Ma sul quel campo di Morciola, teatro per alcuni anni di diverse partite della neonata squadra di terza categoria, alla fine del tempo, quando anche il sole tarda il suo calare, è riapparsa l’anima dell’Offside. Una sorta di Fenice, capace di rinascere continuamente dalle sue ceneri, sempre piu forte e orientata verso uno sviluppo dialettico infinito, svincolato da ogni contaminazione esterna perché pieno di assoluto. L’assoluto che alloggia nel cuore di ogni componente della squadra, un assoluto presente, talvolta capace di manifestazioni imprevedibili come giocare una partita alla pari con i piu forti per poi perdere di gran lunga con una squadra piu alla portata. Uno spirito che vive nella passione di ognuno, ma che trova la sua massima espressione in coloro che lo ospitano da piu tempo e dunque ne sono irreversibilmente contaminati. I Rupi, i capitan Barone, sono gli ambasciatori dell’anima dell’Offside, sono i massimi esponenti, sono gli immortali apostoli della sostanza del gioco del calcio che riassume lealtà, umiltà, amicizia, divertimento e poetica fanciullezza.
L’Offside perde per 5 a 1 contro la Pesaro Calcio che merita di gran lunga la vittoria e nei termini in cui è maturata. Io sostanzialmente, non so se si è capito, non avevo voglia di scrivere un cazzo e per la cronaca rimando alla puntuale ed equilibrata descrizione che farà l’amico Cisco.
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